Accedi al Fondo Nigrisoli

L'acquisizione del fondo è del 2004 ed è stato trasmesso al Centro di Documentazione di Storia della Assistenza e della Sanità dalla Direzione Regionale per la Toscana dell'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni del Lavoro (INAIL) sulla base di un “Contratto di Comodato” che, nella sostanza, impegna il comodatario “a garantire l'appropriata conservazione del fondo testimoniandone la provenienza INAIL e permettendo la diretta fruizione del fondo a richiesta dell'Istituto”. Il contratto all'ultimo punto prevede che “Il Comodante, in caso di restituzione del Fondo oggetto del presente contratto, lo accetterà nello stato di fatto in cui si troverà e senza nulla a pretendere per il suo normale deterioramento”.
Da frammentarie notizie desumibili dalla corrisponda tra uffici diversi dell'INAIL si apprende la biblioteca Nigrisoli è un “legato che a suo tempo era stato fatto al CTO”, nel 1970, e che le casse contenenti i libri, le quali nel frattempo erano state depositate presso la Villa [Lemmi], furono trasferite all'Ispettorato Regionale e da qui sono tornate alla Villa nel 1987”. Da parte del personale che operava presso la Villa Lemmi (sede di un “Centro di relazioni culturali e per la formazione del personale” dell'INAIL) vengono approntati, “per comodità di eventuale consultazione”, i seguenti documenti:

− n. 1 registro nel quale sono indicate tutte le opere e le riviste del fondo librario per un totale complessivo di n. 1.334 volumi.
− n. 56 schede relative a raccolte di riviste e ad atti di Società.
− n. 5 pacchi di schedine di catalogo.

Nel 1990 viene deciso di trovare una nuova sistemazione alla biblioteca contenuta in 52 casse che misurano ciascuno 63 x 63 centimetri per un totale di 13 metri cubi. Viene deciso che i libri dovessero transitare nei locali dell'INAIL di Via della Scala 52 in attesa del perfezionamento della procedura di donazione che prevedeva la destinazione definitiva presso il CTO. Risulta che nel settembre 1990 in via della Scala siano state trasferite n. 50 casse di libri inchiodate e sigillate con regetta mentre nella Villa Lemmi “sono ora esposti ... i volumi più grandi e quindi più difficilmente asportabili della vecchia biblioteca Nigrisoli: le ultime 9 casse vuote che dovranno in seguito contenere tali libri, sono state sistemate negli spazi del sottotetto ... La documentazione relativa alla biblioteca Nigrisoli rimane, a disposizione, presso questo Centro”.

In attesa, come programmato, che venga effettuata la catalogazione completa della biblioteca si propone una sua essenziale descrizione sulla base dei documenti trasmessi dall'INAIL, sostanzialmente due registri, il primo intitolato “Biblioteca Nigrisoli – Opere presso il Centro Traumatologico Ortopedico – Firenze”; Il secondo: “Biblioteca Nigrisoli – Opere dislocate a Villa Lemmi”.

Nel primo registro è riportato un elenco di monografie, opere a stampa, in ordine alfabetico, costruito verosimilmente sulla base delle schedine di catalogo, da Abradie, J. (n. 1) a Zweifel, P. (n. 1300); oltre che con l'autore l'opera nel registro viene caratterizzata con il titolo completo, il numero di volumi, il formato, l'editore, la data ed il luogo di stampa. Una valutazione sommaria di tutte queste informazioni porta a dire che l'argomento trattato nei volumi è principalmente la chirurgia generale e poi quasi tutte le sue branche ma, in primo luogo, l'urologia, l'oculistica, l'ortopedia; non mancano tuttavia volumi di medicina, di microbiologia, di laboratorio, di sanità pubblica. Complessivamente sono più rappresentati le pubblicazioni straniere (in francese ed in tedesco) rispetto a quelle in italiano. La data di pubblicazione più antica è il 1877, quella più recente il 1939, ma la maggioranza sembra collocarsi nel quarantennio 1890-1930 e di più nel ventennio 1890-1910. Sempre nel primo registro i numeri dal 1301 al 1318 sono occupati da Atti di Convegni di Società Scientifiche, alcuni in singole annate, di più in serie:
Association Francaise d'Urologie (dal 1896 al 1938), Association Francaise de Chirurgie (1886-1927), Clinica OtoRino-Laringoiatria della R. Università di Roma (1908-1930), Congrès Internationale de medecine (1895-1913), Deutsche Gesellhschaft fur Orthop. Chirurg. (1877-1914), Lega Italiana per la Lotta Contro il Cancro (1921-1931), Società Italiana di Chirurgia (1927-1938), Società Italiana di Laringologia, Otologia e Rinologia (1921-1937) Società Italiana di Oftalmologia (1925-1933), Società Italiana do Ortopedia (1921- 1940), Società Italiana di Radiologia Medica (1930-1939), Società Italiana di Urologia (1923-1939). Nello stesso registro nei numeri dal 1319 al 1420 sono riportate le riviste (da Acta Medica Patavina a Zentralorgan fur die Gesamte Chirurgie), con prevalenza di testate in francese e tedesco, in maggioranza in serie, dove risulta più rappresentato il periodo 1912-1930; l'annata più antica tra tutte le riviste è il 1881, quella più recente il 1953.

Il secondo registro quello che nella prima pagina di copertina riporta “Biblioteca Nigrisoli – Opere dislocate a Villa Lemmi”, elenca i titoli di 72 monografie, volumi a stampa (da Achard C. a Ziemmsen-von) corredati dal formato, editore, data e luogo di stampa, le date della stampa vanno dal 1870 al 1914. Nello stesso registro sono riportate inoltre 3 serie di congressi (Association Francaise de Chirurgie, 1928-1937; Società Italiana di Chirurgia, 1934-1937; Société Internationale de Chirurgie, 1941-1948) e di seguito, dal numero 76 al numero 128, delle testate di riviste, in maggioranza in serie, dove appaiono più rappresentati gli anni 1920-1930. Come è riportato sopra in questo secondo registro comparirebbero titoli di monografie e riviste di più grande formato; esistono inoltre indizi che alcune riviste siano dei doppioni o una parte di annate di quelle segnate nel primo registro.

Nonostante che il fondo sia caratterizzato con il nome del donatore, Paolo Nigrisoli, medico ortopedico attivo a Firenze presso l'Istituto Ortopedico Toscano ancora negli anni '70 del Novecento, si deve avanzare l'ipotesi che il “fondo Nigrisoli” in oggetto sia da considerare la biblioteca, o meglio una parte di questa, ricevuta da Paolo in eredità dal padre, Pietro Nigrisoli (1858-1948). Deve essere una parte della biblioteca perché mancano volumi antecedenti il 1877 e quindi quelli, magari più preziosi della prima metà dell'Ottocento ed anche precedenti che dovevano pur esistere in una biblioteca di una famiglia con medici attivi anche nel Seicento. Come è noto, Bartolo Nigrisoli, appartenente ad una famiglia originaria di Ferrara con un nonno medico che si era trasferito a Mezzano di Ravenna, è stato prima chirurgo all'Ospedale di Ravenna e quindi, dal 1903, primario chirurgo all'Ospedale Maggiore di Bologna e docente di Chirurgia clinica all'Università. Intensa è stata la sua attività di medico durante la prima guerra mondiale; nel 1925 firma un Manifesto di intellettuali antifascisti ed in seguito rifiuta di giurare fedeltà al regime fascista e per questo, nel 1931, viene allontanato dall'insegnamento e dalla pratica ospedaliera. Da quella data si dedica completamente alla attività medica privata in una clinica bolognese che porta il suo nome e che esiste anche oggi.

Guardando l'elenco manoscritto che descrive il fondo si può formulare un giudizio abbastanza sommario ma netto: i volumi, monografie e trattati, dovrebbero rappresentare la quasi totalità di quelli editi a stampa in un periodo non molto lungo ma decisivo per la nascita di alcune specialità chirurgiche come ad esempio quella urologica ed ortopedica e per lo sviluppo della chirurgia generale, di guerra e di urgenza. La raccolta deve essere importante perché nel mentre che riunisce i trattati di quelle materie più noti, in italiano ma di più in tedesco e francese, accoglie piccole monografie, pubblicazioni, specie italiane, meno note ma che ben rappresentano la produzione più abituale, ordinaria di medici ospedalieri ed accademici. Per quanto riguarda le riviste si ha l'impressione che, pur per un periodo limitato, dagli anni '80 dell'Ottocento ai 30' del Novecento, la raccolta sia quasi completa in quanto a periodici più o meno importanti pubblicati in Europa, con prevalenza di quelli in lingua francese e tedesca, ed alcune, specie quelli radiologici e di alcune specialità chirurgiche sin dalla loro origine. In sintesi si dovrebbe trattare di una biblioteca privata specializzata, completa come poteva essere quella di una grande istituzione medica pubblica. Forse questa privata ha queste caratteristiche perché doveva in qualche modo fare le veci, per quelle materie e per quel periodo, di una equivalente biblioteca pubblica che non esisteva o che poteva risultava insoddisfacente.